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Peppe Aquaro

Il progetto di Spazio Aperto a Milano. Aiuti a giovani cacciati dopo il coming out. I vodcast con l'attore Paolo Ruffini. Il sostegno di Henkel. Una campagna di comunicazione e sensibilizzazione per dare voce a storie vere, intime e spesso invisibili

Poco meno di 40 anni di vita alle spalle, promuovendo diritti, opportunità e dignità. Fin qui la storia, in sintesi, di Spazio Aperto servizi, cooperativa sociale milanese. C’è poi l’oggi, la cronaca, fatta di altre emergenze, altrettanto importanti e per le quali occorre fare praticamente qualcosa. Magari insieme ad altre realtà. «La nostra collaborazione con Henkel è nata due anni fa: siamo stati invitati in azienda a raccontare all’interno di un talk, “Diversamente”, la storia di Marayah, milanese nata in Ghana, più volte picchiata da sua madre perché non accettava di avere una figlia trans», ricorda Maria Grazia Campese, presidente di Spazio Aperto servizi, che assieme al Comune di Milano ha dato vita nel 2019 a «Casa Arcobaleno»: una struttura - sono sei gli appartamenti nella città metropolitana di Milano - che ha ospitato più di sessanta giovani persone Lgbtqia+ respinte dalle loro famiglie.

Storia di Marayah e del suo coming out«Marayah è una delle persone, tra i 18 e i 24 anni, passate da Casa Arcobaleno: quando è nato questo progetto, un anno prima del Covid, abbiamo girato per la città, quartiere dopo quartiere, alla ricerca di giovani che vivevano per strada, nascondendosi e vergognandosi, perché dopo aver avuto il coraggio di fare coming out raccontando chi davvero volessero essere nella vita erano stati rifiutati e cacciati di casa», racconta Campese, sottolineando lo scopo di Casa Arcobaleno: «In queste abitazioni, dove si può vivere al massimo in dodici, c’è la possibilità di ripartire. I nostri ospiti, seguiti sia legalmente sia psicologicamente, ricominciano a studiare o a lavorare, seguendo finalmente il loro progetto di vita». Un altro pezzetto di collaborazione tra Spazio aperto servizi e l’azienda Henkel è nato poco più di un mese fa, in occasione del mese di giugno dedicato al Pride. Si tratta di un’alleanza che si traduce sia in una donazione destinata a rendere ancora più accoglienti e sicuri gli ambienti che accolgono giovani che hanno vissuto situazioni di discriminazione all’interno delle proprie famiglie, sia in una campagna digitale, «Closet Sessions», nella quale si dà voce alle storie di coming out di persone appartenenti alla comunità Lgbtqia+. «Con questa campagna di comunicazione e sensibilizzazione vogliamo ancora una volta dare voce a storie vere, intime e spesso invisibili, perché crediamo che nessuno debba più nascondere la propria identità» dichiara Francesca D’Angelo Valente, Direttrice Marketing & Media di Henkel Consumer Brands WE South.