Il menu dedica una sezione speciale all'onigirazu
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Strano Paese il Giappone, diviso tra arti millenarie e mode recentissime ma in grado di ammantare della stessa aura mitica le une e le altre. Come ad esempio l'onigirazu, nato negli anni Ottanta in un manga, Cooking Papa, il cui protagonista a un certo punto preparava un panino di riso riempito di ingredienti avanzati e avvolto da alga nori. Era nata una leggenda.
L'onigirazu è stato portato a Milano da Matanè, un locale in Porta Garibaldi (in via Rosales, 1) che un paio di anni fa ha aperto una seconda sede in piazza Wagner al numero 6. Entrambi i locali sono spiccatamente "urban", coloratissimi, impastati di una giapponesità contemporanea e ironica, tutta manga e minimalismo. In quello in piazza Wagner che ho visitato qualche giorno fa mi aspettavo un pubblico di soli giovani e invece no, è un vero locale di quartiere, dove persone di tutte le età sembrano trovarsi perfettamente a loro agio. Il menu dedica una sezione speciale all'onigirazu, nelle versioni con frittata giapponese, con salmone crudo, con gamberi marinati, con pollo cotto a bassa temperatura, con tataki di tonno, tutti a un prezzo che va dai 9 ai 12 euro per due sostanziosi pezzi che poi sono le due metà di un panino intero. Nel menu però c'è molto altro: tra gli antipasti (otsumami) i gyoza, gli onigiri (i triangolini di riso ripieni), le polpettine di polpo takoyaki, l'okonomyaki (una sorta di pancake salato), la potato salad, il pollo karaage, l'insalata di cavolo bianco e viola, gli spiedini yakitori, la zuppa di miso. Tra i piatti principali il Tekka don e il Katsudon, ciotole di riso con rispettivamente sashimi di tonno e cotoletta di maiale, e il Kakiage soba, una soba fredda con tempura di verdura.







