“I malvagi di oggi sono i potenti che scatenano le guerre, gli uomini che per avidità distruggono il pianeta: il genocidio di Gaza o la crisi climatica che viene sottovalutata creano la triste realtà che noi giovani dobbiamo cambiare. Perché ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire a cambiare il mondo”. Sara Ciocca, 18 anni appena compiuti ma già una veterana del cinema con 24 tra film e serie tv girati in soli 8 anni di carriera, riassume così il suo personaggio in Greta e le favole vere, fiaba ambientalista presentata al Festival di Giffoni e in arrivo al cinema il 6 agosto: Greta è una bambina che decide di liberare un cucciolo di orso polare catturato dai truci genitori adottivi di un suo compagno di classe, per portarlo davanti al Parlamento a manifestare, ispirata da Greta Thunberg. “Ho girato il film quando avevo 14 anni, e a rivedermi oggi provo per quella bambina grande tenerezza”, dice l’attrice. Ora è una giovane donna, come ha festeggiato i 18 anni? Al Teatro Sistina, durante le prove di Il ragazzo dai pantaloni rosa: il maestro ha suonato tanti auguri al pianoforte ed è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Fare un musical è stata una rivoluzione per me. Lei danza, suona il pianoforte, parla tre lingue: non si sente un po’ una prima della classe? Al contrario, quando arrivo in classe (al Liceo linguistico, ndr.) mi metto in fondo e cerco di capire quali sono i compiti della giornata. Semplicemente sono fortunata, perché fin da piccola ho coltivato tutte le mie passioni, che sono state accolte da quella grande madre di tutte le arti che è il cinema. Ha incontrato Greta Thunberg? L’ho incontrata il marzo scorso per caso a Roma e l’ho abbracciata, commossa, raccontandole il film. Di lei porto con me il suo grande sorriso e il suo insegnamento: nessuno è troppo piccolo per fare la differenza. Lei cosa fa di concreto per rispondere alla crisi climatica? Fino a poco tempo fa, prima di trasferirmi a Roma, ho vissuto in una casa a impatto zero, che produceva e consumava energia solare. Da quattro anni ho smesso di mangiare carne, perché gli allevamenti intensivi sono tra i maggiori responsabili della crisi ambientale. E ora sto provando a smettere di mangiare pesce. Il film parla di favole. Ricorda una storia che le raccontavano da bambina? Mio padre mi raccontava sempre la storia di un contadino che coltivava mele, le tagliava a metà e vedeva in quei due spicchi la forma degli emisferi del cervello. Questa cosa mi ha sempre affascinata e per questo amo la natura e la mela è diventata il mio frutto preferito.