HomePoliticaL’attentato a Borsellino. Il fratello e la replica di FdI. Sfida sull’eredità politicaLa Russa a Salvatore: con il gioco dell’attribuzione sarebbe un nostro ministro. Mattarella oltre le polemiche ricorda la guerra della mafia: fu il culmine dell’eversione.La premier Giorgia Meloni e, sullo sfondo, Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici Canè

Alla fine, quel capitolo tragico della storia italiana, è molto più semplice da leggere di come viene raccontato. E soprattutto commentato. La strage di via D’Amelio e quella due mesi prima di Capaci hanno rappresentato "il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani". Parole definitive, ieri, del presidente Mattarella. L’epoca delle stragi fu esattamente questo: un braccio di ferro a suon di tritolo tra la mafia e lo Stato. E quella volta vinse lo Stato. Però in tanti persero la vita. Il 19 maggio del 1992 Giovanni Falcone, la moglie Francesca, e tre uomini di scorta. Il 19 luglio, due mesi dopo di 34 anni fa, Paolo Borsellino e cinque agenti. Faceva caldo quella domenica, come ora. Le redazioni sonnecchiavano.