Sant’Apollinare, vescovo e martire: primo pastore di Ravenna e testimone della fedeRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIl 20 luglio la Chiesa commemora Sant’Apollinare, vescovo e martire, tradizionalmente riconosciuto come primo pastore di Ravenna tra la fine del I e gli inizi del II secolo. Secondo antica memoria, fu discepolo dell’apostolo Pietro e inviato ad annunciare il Vangelo nella città adriatica e nel porto di Classe, dove organizzò una comunità stabile e ordinò i primi ministri.

Le fonti tardo‑antiche e gli Acta riferiscono persecuzioni, esili e ritorni, con guarigioni e segni attribuiti alla sua predicazione. Più che i particolari leggendari, conta la testimonianza storica del suo martirio e del sepolcro venerato presso Classe, da cui fiorì un culto continuo. La memoria di Apollinare accompagna la formazione della Chiesa ravennate, destinata a divenire uno dei principali centri cristiani dell’Italia settentrionale.

La solidità del culto è attestata dalle basiliche del VI secolo: la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, con il celebre mosaico absidale che raffigura il santo orante tra il gregge, e Sant’Apollinare Nuovo in città. Nel IX secolo le reliquie furono traslate in Ravenna per ragioni di sicurezza, a conferma della venerazione ininterrotta. L’iconografia lo presenta come vescovo con il pallio, il bastone pastorale e la palma del martirio.