La montagna ha partorito il topolino. L’ultimo atto del Mondiale extralarge, la gara 104 del Mondiale dello show senza sosta, la finale del Mondiale delle stelle si trasforma nella partita probabilmente più noiosa di tutta la competizione.Alla faccia di Donald Trump e Gianni Infantino che prima del match si sono goduti in tribuna lo show firmato da Robbie Williams e Laura Pausini - almeno c’è un po’ di Italia - che hanno preceduto il discorso “emozionale” di Tom Cruise. L’halftime show, invece, risulta meno “sbrodolato” del previsto con le esibizioni tra gli altri di Shakira, Justin Bieber e dei BTS. Tutto in perfetto stile americano, tutto secondo uno show programmato nei minimi dettagli. Alla fine vince la Spagna (1-0), con un gol di Ferran Torres, l’ennesimo panchinaro pescato da De La Fuente, ai supplementari. Dopo oltre 100 minuti di tanti calci (e un rosso) e pochissimo calcio.
Spagna-Argentina 0-1, la Roja è Campione del Mondo per la seconda volta nella storiaLa partita Doveva essere Messi - l’eterno campione - contro Yamal - il giovane “predestinato” - ma alla fine è stata una partita a scacchi nella quale la Scaloneta si è limitata a parcheggiare un pullman albiceleste davanti alla porta del Dibu Martinez in attesa quasi mistica che dal piede sinistro del suo numero 10 venisse fuori qualcosa di miracoloso. E la Spagna? Non è stata certo a guardare, anche se il palleggio a tratti stucchevole della nazionale di De La Fuente ha portato solo qualche scintilla che non si è mai trasformata in fiammata. La difesa dell’Argentina regge, mentre di Messi, Alavarez e le altre poche stelle dell’Argentina nessuna traccia degna di nota. Chi si aspettava il calcio spettacolo è rimasto deluso, chissà forse ha perfino rimpianto la “finalina” da pallottoliere tra Inghilterra e Francia di venerdì sera. Lì sì, i gol e le emozioni non sono mancate. Mentre ieri sera per noia e piattume il MetLife Stadium di New York non è mai sembrato così lontano dai sbrilluccicanti palcoscenici di Broadway. Le mosse La vera (e unica) mossa di Scaloni sta nell’infarcire la sua Argentina di volti nuovi. Rispetto alla semifinale ribaltone contro l’Inghilterra Nico Gonzalez, Montiel e De Paul partono dal primo minuto. Ecco, il colpo di scena dell’Albiceleste è tutto qui. Fine della favola. Perché d’altra parte il mantra per gli argentini - che cercano lo storico back to back dopo Qatar 2022 - è “dare la palla a Messi”. Ma Leo, così come era accaduto nella semifinale contro l’Inghilterra passa 90 minuti di sostanziale apatia. Nessun acuto, nessuno strappo, nessun coniglio tirato fuori dal cilindro. Ma se Messi piange, Yamal non ride certo. L’erede designato al trono di Leo si piazza con le scarpette sulla linea del fallo laterale e a parte un paio di guizzi più effimeri che altro non riesce a lasciare il segno. Più di lui farebbe l’altro enfant prodige del calcio spagnolo, ovvero Nico Williams buttato nella mischia da De La Fuente sl tramonto dei tempi regolamentari che segnerebbe nel primo supplementare salvo poi un fischio (forse anche un po’ troppo severo) dell’arbitro che gli strozza la gioia in gola. Poteva essere l’apoteosi e invece si trasforma solo nell’antipasto della gioia per la quale bisognerà aspettare ancora qualche minuto. Mondiali 2026, Trump in tribuna tra Melania e Infantino: ingresso in elicottero e nessun fischio al MetLife StadiumLa svolta Intanto siamo arrivati oltre il 90’, ma non senza fatica. Perché da parte dell’Argentina, soprattutto, i tempi regolamentari sono una lentissima agonia condita anche dall’espulsione di Enzo Fernandez per due gialli rimediati in meno di 45 minuti. Mentre alla Spagna non era bastato l’ingresso del talismano Merino per sbloccare una partita più blindata di una cassaforte di massima sicurezza. Il punto esclamativo sul Mondiale lo mette Ferran Torres che segna il suo primo gol del torneo al minuto 106, ovvero a 14 dalla gloria. L’Argentina non ne ha più. Vince la Spagna, come nel 2010, ai tempi supplementari contro l’Olanda. Quella volta l’eroe fu Andres Iniesta, adesso tocca a Ferran Torres. Messi saluta tra le lacrime mentre scorrono i titoli di coda sulla sua lunghissima e gloriosa carriera in nazionale e sul mondiale più extralarge della storia.










