«Peccato non abbiano preso fuoco anche loro». È uno dei commenti comparsi sui social dopo il vasto incendio che ha interessato questa mattina il campo rom di Bari e che l'assessore comunale alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili, Michelangelo Cavone, ha scelto di denunciare pubblicamente.
In un post pubblicato sui social, l'assessore ha condannato il clima d'odio scatenatosi online, definendo «impressionante» la facilità con cui «ciò che non conosciamo o non comprendiamo viene trasformato in odio», fino ad augurare la morte «a delle persone, persino a dei bambini».
Cavone ricorda che il campo interessato dal rogo è regolarmente censito dall'amministrazione comunale, abitato da famiglie con bambini che frequentano la scuola, ma sottolinea che «anche se non fosse stato così, nulla avrebbe comunque giustificato gli auguri di morte».
L'assessore evidenzia inoltre il lavoro svolto durante l'emergenza da vigili del fuoco, operatori del Pronto intervento sociale, Protezione civile e volontari dell'associazione In.Con.Tra., che hanno assistito le famiglie sfollate distribuendo pasti, beni di prima necessità e giochi ai bambini. «L'umanità non si paga con le tasse – conclude –. È una scelta, un dovere morale. Ed è ciò che distingue una comunità da una folla che esulta davanti alla sofferenza altrui».










