È polemica (al veleno) sui mamuthones schierati a difesa della Sardegna a Cala Finanza. Alcune maschere della tradizione di Mamoiada saranno presenti durante la manifestazione convocata per questa sera dagli organizzatori del presidio contro l’operazione immobiliare di Tavolara Bay. Il sindaco del centro barbaricino, Luciano Barone, ha preso le distanze dall’iniziativa, spiegando che nessuna delle associazioni custodi del simbolo del paese avrebbe aderito. Ha sottolineato che si tratterebbe di una decisione di singoli mamoiadini, portatori della maschera, che insidierebbe una cultura millenaria. A rispondere al vetriolo è Elena Pinna, del movimento Surra che organizza la manifestazione: «Nessuna indignazione invece se si tratta di mandare le maschere a fare le pu***ne a ore per divertire i turisti e regalare loro l’esperienza pittoresca».

Il sindaco di Mamoiada

A innescare il dibattito è il primo cittadino: «L’evento, per finalità e contenuti, sembrerebbe non pienamente coerente con i principi di promozione, tutela e valorizzazione di un rituale profondamente radicato nella storia e nell’identità della nostra comunità», attacca. Da decenni Mamoiada, spiega Barone, ha scelto di custodire e tramandare il mascheramento rituale dei Mamuthones e degli Issohadores «attraverso un modello chiaro e condiviso: la sua rappresentazione è affidata a concittadini riuniti in associazioni che operano nel rispetto di regole precise, di statuti e di codici etici, con l’obiettivo comune di preservare l’autenticità e il significato profondo di questo patrimonio».