I militanti più organizzati arrivano in pullman, da Messina e dalla provincia ionica per lo più. C’è chi sceglie l’auto, chi il treno, chi osa il weekend palermitano. Fatto sta che, anche stavolta, le truppe deluchiane fanno il loro dovere, anche se la sensazione è che ci sia meno “entusiasmo” di altre volte, vuoi per il gran caldo (fremono i ventagli, dentro un Politeama senza aria condizionata e con vari “pinguini” sparsi in punti strategici), vuoi perché si arriva da scadenze elettorale che hanno partorito vincitori, ma pure vinti. «Lui (lui è sempre Cateno, ndr) vuole lasciare il segno, è l’unico leader a voler creare una vera classe dirigente», dice uno dei più entusiasti. «Sarà la terza volta che si parla di governo di liberazione e ancora non ho capito con chi andremo», confessa invece un accaldato sostenitore.In platea ci sono quasi tutti gli amministratori targati Sud chiama Nord e ci sono anche altri ospiti. Gianfranco Miccichè, camicia tattica di lino, fa una breve apparizione e mentre in piedi ascolta De Luca si ritrova accanto a John Bungay, uno degli alfieri delle giovani leve deluchiane (lui invece in giacca e cravatta), e gli sussurra: «Bravo Cateno, c’ha coraggio». Uscendo dal teatro, uno dei big degli altri partiti invitati sintetizza così: «De Luca le vere trattative le sta facendo col centrodestra e coi renziani. E in Sicilia, ve lo dico io, si voterà a scadenza naturale». Qualcuno prova persino a sbilanciarsi: «De Luca sarà il prossimo presidente dell’Ars, è già tutto deciso». Al rompete le righe è caccia alla prima aria condizionata disponibile. Noi ci rifugiamo in quella di un taxi: «De Luca? Me ne hanno parlato bene, dicono che sa amministrare – dice il tassista –. Non come La Vardera, che ci attacca senza motivo, dicendo che evadiamo». Finisce la corsa: «Sarebbero 14 euro. Meglio se in contanti...».
Retroscena e voci sparse dentro e fuori la “fornace” del Politeama: De Luca? "Sarà il prossimo presidente dell'Ars, è già tutto deciso"
Tra ventagli, "pinguini" e indiscrezioni di corridoio, meno entusiasmo del solito tra i fedelissimi, ma il tam tam dei retroscena corre veloce: «Le vere trattative sono con il centrodestra». E c'è già chi lo vede alla guida dell'Ars








