Le violente grandinate sono diventate sempre più frequenti durante l’estate italiana e, insieme ai danni provocati a tetti e coltivazioni, mettono a rischio anche le automobili. Bastano pochi minuti di chicchi di ghiaccio di grandi dimensioni per ritrovarsi con cofano, tetto e fiancate ricoperti di ammaccature, oppure con parabrezza e lunotto seriamente danneggiati.
Quando ci si presenta dal carrozziere con un’auto colpita dalla grandine, la risposta alla domanda sul costo della riparazione è quasi sempre la stessa: dipende. Il preventivo, infatti, varia in base al numero dei danni, alla loro gravità, ai materiali coinvolti e alle lavorazioni necessarie per riportare la vettura alle condizioni originali.
Capire come vengono valutati i danni e quali sono le tecniche di riparazione permette di avere un’idea più precisa delle spese che si potrebbero affrontare.
I tre principali tipi di danni causati dalla grandine
Non tutti i danni provocati dalla grandine sono uguali e proprio questa differenza incide in modo determinante sul costo finale dell’intervento. Il caso più semplice è quello dei classici bolli sulla carrozzeria, dove la lamiera si deforma ma la vernice rimane integra. In queste situazioni è spesso possibile intervenire con la tecnica PDR (Paintless Dent Repair), conosciuta anche come riparazione senza verniciatura o “tirabolli”. Attraverso strumenti specifici il tecnico riporta la lamiera nella posizione originale senza dover carteggiare o riverniciare il pannello.










