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Nel 2018 Lionel Scaloni divenne allenatore della nazionale argentina maschile di calcio. Aveva da poco compiuto 40 anni: da tre non era più un calciatore, ma ancora non era mai stato primo allenatore, nemmeno di una squadra giovanile o di club. Fu scelto per prendere, giusto per un paio di partite, il posto che era stato di Jorge Sampaoli, di cui era uno degli assistenti. Sampaoli era stato esonerato dopo che ai Mondiali l’Argentina era stata eliminata agli ottavi di finale, e come si fa in questi casi Scaloni fu nominato ad interim, come cosiddetto traghettatore, per gestire l’ordinaria amministrazione della squadra in attesa della nomina di un nuovo allenatore più esperto e affermato.

Scaloni invece è ancora lì, ormai con oltre 100 partite da allenatore dell’Argentina. Con lui la nazionale argentina – ormai nota anche come Scaloneta per quanto è associata al suo allenatore – ha vinto e rivinto la Copa América, che prima di Scaloni l’Argentina non vinceva da 28 anni; e soprattutto ha vinto e potrebbe rivincere i Mondiali di calcio, che prima del 2022 l’Argentina non vinceva dal 1986. E che solo un allenatore, l’italiano Vittorio Pozzo, vinse due volte di fila: negli anni Trenta, decisamente altri tempi.