Giustizia
Stefano Giordano
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A Bolzano è venuto giù il palazzo di giustizia. È rimasta in piedi solo la facciata: come nel resto del Paese. All’alba del 16 luglio il tetto del tribunale di Bolzano è franato, portandosi via l’aula della Corte d’Assise e le aule civili. Un boato, una nube di polvere, un’addetta alle pulizie ferita di striscio. In piedi è rimasta soltanto la facciata.
Difficile immaginare allegoria più puntuale della giustizia italiana: dentro, macerie; fuori, la facciata regge. Perché il crollo, da noi, è ordinaria amministrazione. Nel civile, recuperare un credito è un’odissea che si misura in anni, non in mesi. Nel penale, la durata irragionevole dei processi ci vale da decenni il primato delle condanne a Strasburgo, al punto che abbiamo dovuto inventare una legge — la Pinto — per indennizzare le vittime della lentezza: legge a sua volta lenta.










