Ancora nelle scorse ore veniva attribuito alla Guida suprema iraniana un messaggio contro il presidente americano e la sua firma «priva di valore» sul memorandum per la tregua. Ancora attacchi Usa nello stretto di Hormuz: la risposta dopo i soldati americani uccisi in Giordania dai droni iraniani

Gli Stati Uniti hanno accelerato secondo il Wsj per l’invio di nuovi caccia verso l’area del conflitto iraniano. Dalla base di Spangdahlem, in Germania, sono partiti F-16 pensati per colpire i radar iraniani usati per lanciare missili terra-aria, mentre dalla base britannica di Lakenheath sono decollati caccia stealth F-35, scortati da aerei cisterna per il rifornimento in volo. Washington ha intanto diffuso un’allerta di viaggio globale, invitando i cittadini americani alla prudenza negli spostamenti, e gli attacchi Usa proseguono ormai da otto notti.

Sul piano diplomatico la situazione è precipitata ulteriormente: il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato che Teheran ha interrotto gli impegni previsti dal memorandum firmato a Islamabad, e la Guida Suprema Khamenei ha definito «priva di valore» la firma di Donald Trump sull’intesa, accusando gli Stati Uniti di «bullismo e barbarie» e promettendo a Washington «lezioni indimenticabili». Negli scontri delle ultime ore sono morti altri due soldati americani in Giordania, portando il totale dei caduti Usa a 16, mentre in Kuwait i pasdaran rivendicano un attacco a un centro di supporto militare a Camp Arifjan e la distruzione di un impianto radar nella base di Ali Al Salem. Anche un impianto petrolifero kuwaitiano è stato colpito, con danni e feriti, e l’esercito iraniano ha rivendicato un raid con droni contro una base Usa in Bahrein.