Ottava notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l'Iran, mentre Teheran ha risposto lanciando una nuova ondata di missili e droni contro installazioni militari americane in Kuwait. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) scrive di aver colpito impianti iraniani di sorveglianza costiera e difesa aerea, capacità navali e depositi di missili e velivoli senza pilota, oltre a reparti dei Guardiani della rivoluzione. La nuova offensiva è stata ordinata dopo l'uccisione di due militari Usa in Giordania.

Tra Iran e Stati Uniti la guerra si allarga: nuovi raid, la tregua non si vede più

Le incursioni si sono concentrate soprattutto nel sud dell'Iran, lungo il Golfo e lungo lo Stretto di Hormuz. Le agenzie iraniane hanno segnalato esplosioni sull'isola di Qeshm e in diverse province dell’Iran. Le forze iraniane hanno annunciato la diciassettesima fase dell'operazione "Saeqa", rivendicando attacchi con droni contro un deposito di munizioni statunitense a Camp Udairi e contro la base aerea Ali al Salem, in Kuwait. Le forze armate kuwaitiane hanno intercettato missili e droni, mentre le sirene d'allarme e diverse esplosioni sono state segnalate nella capitale.

La tensione si è estesa anche al Kurdistan iracheno, dove un drone carico di esplosivo è stato abbattuto vicino al consolato statunitense di Erbil e otto membri del Partito per la libertà del Kurdistan, formazione iraniana d'opposizione, sono rimasti feriti in un altro attacco contro un loro campo.