WIMBLEDON CON PRATI SPELACCHIATI. SÌ, È COLPA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Ha vinto Jannik Sinner, e quindi va benissimo, ma chiunque abbia seguito l’edizione 2026 del torneo di tennis di Wimbledon non ha potuto fare a meno di notare che i celeberrimi (e un tempo impeccabili) prati dell’All England Lawn Tennis Club (a maggior ragione quello del campo centrale) avevano un’aria evidentemente spelacchiata e arida. Inutile girarci intorno: non è colpa dell’utilizzo esagerato da parte dei giocatori dell’unico Grande Slam che si gioca sull’erba, è colpa del caldo che ormai sta mettendo a repentaglio i campi sportivi e i campi da golf di erba della ex verde Inghilterra. E peggiorerà.

In una dichiarazione all’agenzia Bloomberg, Neil Stubley, responsabile dei campi e dell’orticoltura all’All England Lawn Tennis Club che ospita il torneo di Wimbledon, afferma di aver fatto tutto il possibile per mantenere verdi e di bell’aspetto i campi da tennis in erba più famosi del mondo in vista delle finali di questo weekend. Il ritmo dell’usura è quello di sempre, ma il problema è che il loietto perenne, il tipo di erba attualmente utilizzato per i prati di Wimbledon, non cresce bene a temperature prossime ai 40 gradi, sempre più probabili nelle estati londinesi. I giocatori non si sono lamentati del terreno, e lo stesso vale per i calciatori; ma il gioco diventa sempre più complicato sui manti erbosi dei campi di cricket e di golf, dove anche una modesta variazione della compattezza, o della durezza del campo può influire decisamente sulla performance sportiva.