Da professore vi spiego l’errore di quei colleghi che vorrebbero rieducare gli studenti che hanno affisso lo striscione “L’Italia agli italiani” al liceodi Nicolò Zanondomenica 19 luglio 20264' di letturaSoverchiata dai commenti sul caso del gioielliere Roggero, rischia di essere dimenticata un’altra vicenda che racconta molto del clima in cui è avvolta la nostra convivenza civile. È la vicenda degli studenti che espongono dalle finestre del loro liceo uno striscione che proclama “L’Italia agli italiani”, e per questo vengono puniti con un sei in condotta, nonché sembra - obbligati a scrivere un saggio sulle leggi razziali del 1938 e sul testo Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo, del genetista Guido Barbujani (cito da Lorenzo Cafarchio, Libero del 16 luglio). Perché, invece, è vicenda che andrebbe approfondita? Per una serie di buone ragioni. Intanto, perché racconta molto degli stereotipi nei quali è avvolta la nostra scuola e, come accennavo, la nostra stessa convivenza civile. Certo, non si dovrebbero appendere striscioni - così almeno ci avevano insegnato dalle finestre di una scuola. Ma ciò a prescindere da quel che sullo striscione sia scritto, perché esistono ovvie regole disciplinari da far rispettare.PENSIERO