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Lina Sotis e Michela Proietti

Con la scomparsa delle signore della città, scompare anche un modo di ricevere. Cambia il mondo ma la convivialità trova il modo di ripetersi

Moda, tradizioni inossidabili, bon ton. Tendenze, tic e bizzarrie. Fascino. La milanesità senza tempo, che per questo (spesso) precorre i tempi. Due punti di vista, anche generazionali, sulla nostra adorata città. Lina Sotis e Michela Proietti raccontano tutto questo, e altro ancora, nella nuova rubrica che trovate ogni domenica su milano.corriere.it. Buona lettura.È volata via Gioia Marchi Falck. Molto più di una donna buona, generosa e amante della musica. Gioia è stata dagli Anni '50 in poi una delle protagoniste milanesi. Ormai se ne sono andate tutte: Giulia Maria Crespi, proprietaria del Corriere della Sera. Inge Feltrinelli salotto per gli intellettuali, Gioia per la musica. Aiutava la Scala e i suoi protagonisti da Toscanini in poi. A salutare Gioia il mondo di ieri da Bona Frescobaldi, venuta da Firenze, a tutti i milanesi per bene. Addio Gioia! (Lina Sotis) Con la scomparsa delle signore della città, scompare anche un modo di ricevere. Giulia Maria Crespi serviva la minestra in piatti d'argento. E non si raffreddava mai. Cambia il mondo ma la convivialità trova il modo di ripetersi: adesso è il momento degli Anni '80. Francesco Belloni, figlio di Toni, ex braccio destro di Arnault, ha riportare in auge i fruttini ripieni di gelato. E al The Wilde, il club più internazionale di Milano, ci sono in menu le penne alla vodka. Tutti vogliono mangiarle. (Michela Proietti)