di
Lina Sotis e Michela Proietti
Sembra strano, ma mentre avanza la famiglia queer, nella scafatissima Milano tutte fanno a gara per il titolo di «madame»
Moda, tradizioni inossidabili, bon ton. Tendenze, tic e bizzarrie. Fascino. La milanesità senza tempo, che per questo (spesso) precorre i tempi. Due punti di vista, anche generazionali, sulla nostra adorata città. Lina Sotis e Michela Proietti raccontano tutto questo, e altro ancora, nella nuova rubrica che trovate ogni domenica su milano.corriere.itL’importanza della famiglia. L’altra sera il notaio Pasquale Lebano, dinascita salernitana e da più di 50 anni a Milano, molto famoso nel suo lavoro, oltre che professionalmente per i consigli di cuore che dava per generosità, ha compiuto 90 anni. Ed ecco la riscoperta meravigliosa dell’importanza del mondo familiare. Per il brindisi solo vecchissimi amici, l'impareggiabile moglie Bianca Maria Ranzi con tutta la famiglia al completo. Tutti professori: Umberto, Tullio, Eliseo, più nipoti e nipotine di trent’anni. Era presente tutta la borghesia illuminata, stretta da un rapporto familiare, intenso e basilare per vivere bene. Auguri e che nostalgia per la famiglia dopo quell’incontro. Nella Milano dei single e delle donne in carriera si scopre che il titolo più ambito è quello di moglie. Anche chi è solo in coppia, si qualifica in società come moglie, perché compagna fa politica e fidanzata - dopo una certa - fa ridere. Sembra strano, ma mentre avanza la famiglia queer, nella scafatissima Milano tutte fanno a gara per il titolo di «madame». Anche le coppie più sfinite si tengono insieme con lo scotch per la ragion di status. La moglie più ammirata della città? La stilista Luisa Beccaria, sposata dal 1983 con Don Lucio Bonaccorsi, gattopardo siculo-milanese, padre dei suoi cinque figli. Che proseguono la vocazione nuziale: l'ultimo matrimonio è stato quello della figlia Luna nella tenuta di Castelluccio, a Noto. Evviva la famiglia!








