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Sabato due soldati statunitensi sono stati uccisi in un attacco iraniano contro una loro base in Giordania, e non si hanno notizie di un terzo soldato statunitense, che risulta disperso. Sono i primi due morti statunitensi dal cessate il fuoco di aprile, dall’inizio della guerra sono 16. È possibile che la loro uccisione porti gli Stati Uniti a intensificare gli attacchi contro l’Iran come dimostrazione di forza. Il segretario alla difesa Pete Heegseth ha detto che la loro morte non fa che «rafforzare la nostra determinazione». Per ora gli Stati Uniti hanno risposto bombardando l’Iran per l’ottava notte consecutiva.

Gli attacchi della notte tra sabato e domenica hanno colpito principalmente obiettivi militari. Il comando centrale delle forze armate statunitensi (CENTCOM) ha detto di aver colpito installazioni per la sorveglianza e la difesa aerea sulla costa meridionale, siti di stoccaggio di missili e droni e altri obiettivi legati ai Guardiani della Rivoluzione, il corpo armato più potente in Iran. L’obiettivo, ha scritto, è neutralizzare la capacità del regime iraniano di colpire le navi nello stretto di Hormuz e vendicarsi per l’attacco alla base in Giordania. Non ci sono notizie di bombardamenti alle infrastrutture civili, come avvenuto nei giorni scorsi.