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Nel calcio, a differenza di altri settori della società in cui stiamo regredendo o accelerando a seconda dei casi, gli anni ‘10 del nuovo secolo o millennio non vogliono passare. Da una parte c'è ancora Guardiola che è frontiera in tutto quello che fa, nella scelta degli anti-terzini come per il ritorno del centravanti, dall'altra addirittura Mourinho, che invece pensavamo passato e già raccontabile ai posteri e invece nella prossima stagione lo ritroviamo a guidare la squadra più importante al mondo che ha bisogno come il pane di ritornare sulla cresta dell’onda. Nel nostro piccolo e misero orto italiano anche noi siamo ancora tra il post-sarrismo degli allenatori che cercano di proporre calcio e l’allegrismo esasperato, che coerentemente viene chiesto ad Allegri stesso, anche lui approdato in una delle migliori squadre della serie A in cerca di una nuova vittoria.
Pensando a questi Mondiali che avrebbero potuto sancire definitivamente l’apertura verso un nuovo mondo, i soliti e instancabili anni ‘10 sono invece ancora tra noi, immarcescibili nella sfida portata ormai allo sfinimento fra Cristiano Ronaldo e Messi, i migliori degli anni ‘10 appunto, ma arrivati a metà di questi anni ‘20 con le proprie facce ancora enormi sulla copertina di una Coppa del mondo. Un po’ tutto questo è legato alla legge numero uno di Hollywood, serve il nome grande dell’attore sul cartellone per attirare gente al cinema. Diciamo la verità, gli americani conoscono poco e male il soccer e se veramente qualcuno conosce un calciatore questi sono proprio Cristiano Ronaldo e Messi, le due stelle polari vendibili perfettamente anche sul mercato americano. Il portoghese è l’ultracapitalismo fatto persona, un’esagerazione di american way of life eccezionalmente centrata nella mediasfera dei social. Dall’altra parte un personaggio silente e morbido dal punto di vista della presentabilità politico-sociale, un calciatore che ha voluto essenzialmente giocare a pallone tutta la sua vita, senza mai interferire in altri campi, nella speranza di non essere tirato per la giacchetta da nessuno, anche se poi una specie di giacchetta in Qatar gliel’hanno messa comunque addosso.








