Dopo i casi recenti, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento (e dunque l’aggravarsi della situazione), il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di nominare un commissario straordinario per gestire l’emergenza della peste suina africana: si tratta del medico veterinario dell’Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale. "La decisione della Regione Toscana di nominare un commissario straordinario per gestire l’emergenza della peste suina africana è un segnale, seppure tardivo, di ritorno alla realtà – dichiara il sottosegretario al Masaf senatore Patrizio La Pietra (foto) –. Di fatto, leggendo l’ordinanza di nomina, si attesta la mancata governance e coordinamento fra le strutture regionali e le aziende sanitarie, e la costituzione di una cabina di regia con a capo il commissario non è solo una acquisita consapevolezza della gravità della situazione ma anche una presa d’atto del fallimento e della mancata prevenzione nel fronteggiare il fenomeno. Precisato questo non posso che salutare con favore questo provvedimento".

La Pietra continua: "Adesso, occorre attuare in maniera completa e coordinata le azioni indicate dal commissario nazionale Filippini, fra cui il depopolamento dei cinghiali nella zona cuscinetto a confine con i territori infetti. L’attività venatoria di controllo è fondamentale e a tale proposito ritengo che il governatore Giani abbia scelto di anteporre alle follie ambientaliste dei 5 stelle e di Avs la messa in sicurezza del comparto produttivo suinicolo. Una scelta che rientra nel solco della riforma della 157/92 e che riconosce il ruolo di gestione della fauna selvatica da parte dell’attività venatoria". Il parlamentare conclude: "Se questa scelta di buon senso non fosse stata ostacolata dagli alleati del presidente Giani non saremmo in questa situazione di criticità, ma ciò che conta è che ora si agisca presto e bene, con buona pace dei 5 stelle e di Avs, nell’abbattimento delle migliaia di cinghiali presenti in eccesso sul territorio toscano, che sono la causa della diffusione della Psa".