C’è anche l’intuizione e il talento di un giovane di Città di Castello dietro il successo di Helpiness, la piattaforma digitale che sta rivoluzionando il mondo della solidarietà aziendale. Matteo Romanetti, ventiquattrenne tifernate, ha dato vita a questo ambizioso progetto insieme al coetaneo Luca Bonauguri di Sansepolcro, unendo le forze dopo un percorso accademico parallelo in Economia e Management all’Università di Bologna, perfezionato poi alla Bocconi e al Politecnico di Milano.

L’idea, nata e sviluppata all’interno dell’innovativo programma "B41-Bocconi for Innovation", ha trovato una solida base operativa nella città pierfrancescana. Helpiness si propone come un canale strategico di collegamento tra il mondo delle imprese e il terzo settore, offrendo una seconda vita a merci che altrimenti sarebbero destinate a diventare rifiuti. La startup opera principalmente in tre comparti chiave: alimentare, farmaceutico e cura della persona. Si tratta di prodotti perfettamente integri e non scaduti, rimasti stoccati nei magazzini come rimanenze, resi fuori commercio o articoli prossimi alla scadenza.

I risultati non hanno tardato ad arrivare: la società è ormai a un passo dallo storico traguardo dei 100mila prodotti donati. Le prime operazioni hanno visto il recupero di ben 23mila integratori intestinali, distribuiti a importanti enti benefici per finalità umanitarie, e oggi il portafoglio clienti è in costante espansione. La validità del modello ha attirato investitori di primo piano come l’acceleratore fiorentino Nana Bianca e la Fondazione CR Firenze, consentendo alla startup di aprire nuovi uffici.