HomePesaroCronacaFano piange Nadia, anima liberaPer molti fanesi era semplicemente Nadia. Bastava incrociarla tra corso Matteotti e piazza XX Settembre per riconoscerla subito: le grandi...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciPer molti fanesi era semplicemente Nadia. Bastava incrociarla tra corso Matteotti e piazza XX Settembre per riconoscerla subito: le grandi cuffie sulle orecchie, la musica a tutto volume, collane e bracciali in quantità, abiti colorati e quel passo scandito dal ritmo che trasformava il centro storico nel suo personale palcoscenico. Nadia Bramucci è morta e la notizia, diffusa nelle ultime ore, ha suscitato una profonda ondata di commozione sui social.
Da qualche anno non la si vedeva più passeggiare per le vie della città. Era ospite di una struttura, ma il suo ricordo non si era mai spento. Anzi, oggi sono decine i fanesi che stanno condividendo fotografie, aneddoti e messaggi d’affetto, ripescando le immagini delle sue inconfondibili mise, diventate negli anni parte del paesaggio umano del centro storico.
Persino l’ex sindaco Massimo Seri, oggi consigliere regionale di minoranza, ha sentito l’esigenza di affidare ai social il proprio cordoglio. Ha ricordato le visite di Nadia in Comune, quando bussava alla porta del sindaco per chiedere un consiglio o un aiuto, sempre "con garbo e delicatezza", riuscendo talvolta a strappare un sorriso con qualche piccola provocazione. "Ti ricordo con affetto e tenerezza, avvolta nella magia dei tuoi colori e sempre gentile con tutti", ha scritto Seri salutandola. Nadia era uno di quei personaggi che, senza cercarlo, diventano simbolo di una città.






