La prima ballerina della Scala danzerà in "Giselle" e "La sacre du printemps"
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
L'autunno la vedrà tornare sul palcoscenico del Teatro alla Scala per il debutto in "Giselle" e ne "Le Sacre du printemps" di Pina Bausch. Intanto, la prima ballerina scaligera Alice Mariani riporta la danza nella sua Toscana. Lo fa il 21 luglio con Le Ali della Danza, gala che ha ideato e dirige, riunendo sullo stesso palco della Versiliana, a Pietrasanta, stelle della Scala, dell'English National Ballet e del Semperoper Ballet di Dresda.Per la prima ballerina della Scala è un debutto in un ruolo nuovo. Chiamata a interpretare le scelte dei coreografi, oggi è lei a costruire uno spettacolo. "È una prospettiva diversa, ma la mia idea di danza non cambia. Ho voluto raccontare tutto quello che ho imparato in questi anni di palcoscenico. È una responsabilità nuova, ma anche un modo per condividere con il pubblico ciò che la danza rappresenta per me".L'obiettivo non è soltanto mettere insieme grandi nomi, ma costruire un racconto capace di arrivare anche a chi non frequenta abitualmente il balletto. "Vorrei che chi entra in teatro esca con un'emozione. La danza è un linguaggio universale, parla a tutti senza bisogno di parole".Il programma attraversa mondi diversi, da Petipa a William Forsythe, fino alla creazione contemporanea di Rentaro Nakaaki. "Ogni stile richiede un modo diverso di pensare prima ancora che di muoversi. È questo che rende il nostro mestiere così affascinante". Sul palco si incontrano artisti provenienti da alcune delle compagnie più prestigiose, tutti interpreti fuoriclasse: c'è competizione? "La competizione esiste soprattutto con sé stessi. Tra colleghi prevalgono la fiducia e la complicità: uno spettacolo funziona solo se tutti lavorano nella stessa direzione. E comunque, il successo di un collega non toglie nulla al proprio".Una convinzione maturata in un percorso internazionale che l'ha portata dalla Toscana a Dresda e poi a Milano. "Dresda mi ha fatto scoprire nuove possibilità espressive e mi ha aiutato a costruire la mia identità artistica. La Scala è la storia della danza italiana: ogni giorno ricorda il privilegio e la responsabilità di farne parte". La danza è spesso raccontata attraverso il sacrificio. Qual è invece il piacere più grande che restituisce? "Alzarsi ogni giorno con la consapevolezza che stai facendo il lavoro che ami. Emozionare il pubblico è ciò che dà senso a tutti i sacrifici".Le Ali della Danza nasce anche dal desiderio di restituire qualcosa alla terra d'origine. "Mi mancavano il mare, la famiglia, gli amici e quella sensazione di casa che nessun'altra città può sostituire. Questo progetto è il mio modo di riportare qui tutto ciò che la danza mi ha donato". Mariani guarda oltre."Vorrei che diventasse un appuntamento stabile, capace di crescere e di portare sempre più eccellenza artistica in Toscana".









