Firenze, 19 luglio 2026 – “Combatto per mio figlio Diego e per dimostrare ai ragazzi dei quartieri che cambiare rotta è possibile”. In questa frase c’è tutto il mondo di Paolo Bologna, il pugile e calciante fiorentino, classe 1996, che ha trasformato il ring nella sua personale terra di riscatto. Conosciuto come ‘The Gladiator’ - soprannome che spicca sul braccio sinistro tra i tanti tatuaggi che ricoprono il suo corpo –, Bologna è finito sotto i riflettori internazionali per aver conquistato il titolo europeo EBU Silver dei pesi medi il 24 maggio. Ma lui non dimentica da dove è partito. Perché la sua vittoria più grande non è la cintura internazionale, bensì l’aver dimostrato che il passato può essere un peso, ma non sarà mai una condanna. Paolo Bologna con la ’divisa’ degli Azzurri

Quando nasce la passione per la boxe?

“A 15 anni, è stato amore a prima vista. Un amico mi portò in palestra con lui, alla Samurai Club, io ero un ragazzino molto ‘agitato’: crescere nelle case popolari del Ponte di Mezzo senza un padre, perché detenuto, non è stato facile. Il pugilato è stato una salvezza, mi sono subito appassionato e a 16 anni ho fatto il mio primo incontro, contro un ragazzo di Prato più grande di me”.