Il Museo del Divino Infante con sede a Gardone Riviera, non distante dal Vittoriale, raccoglie la splendida collezione dell’imprenditrice tedesca Hiky Mayr rivolta alle iconiche rappresentazioni di Gesù Bambino. L’elegante signora, ormai ultranovantenne, ha mirabilmente conciliato la propria formazione cattolica con studi di taglio artistico, dedicando l’esistenza al recupero e alla valorizzazione di queste statuette, spesso trovate in condizioni esecrabili e sottoposte a un’opera meticolosa di pulizia e restauro.

Essa non si è limitata, di volta in volta, a ricomporre un arto in legno spezzato o un piedestallo sfondato, ma è intervenuta sui tessuti che originariamente componevano il corredo di tali figure votive, a cominciare dai ricchi abbigliamenti. È stata in grado, in base a precisi riferimenti filologici, di addobbare ex novo un esemplare rimasto privo del vestiario originale, riciclando stoffe della medesima epoca, o di ricostruire un piedestallo secondo rigidi schemi artigianali.

Realizzate con differenti tipi di materiale, queste statuette avevano una chiara funzione devozionale, trovandosi in apposite nicchie all’interno di ambienti sacri o nei monasteri, dove facevano parte del corredo monacale; spesso la fabbricazione era dovuta alle stesse religiose, anche se non era infrequente trovarne in ambito famigliare, in quanto venivano regalate alle giovani spose a titolo propiziatorio.