La colona razzista ultranazionalista Daniella Weiss ha organizzato per oggi, con il suo movimento sionista d’insediamento «Nachala», una grande marcia verso Gaza per rivendicarne l’occupazione. Non è la prima volta che il gruppo tenta di impadronirsi di ciò che interpreta come la propria «eredità» biblica, la «terra promessa» che comprende ma non si limita all’intera Palestina storica, al Libano e alla Siria.

Nachala non è un movimento di base marginale. Negli ultimi due anni è diventato anzi una sorta di laboratorio politico della destra israeliana. Le rivendicazioni del gruppo sono le stesse di buona parte del governo Benyamin Netanyahu e il numero dei ministri e dei deputati che ne sostengono pubblicamente il progetto è cresciuto a dismisura. L’evento di oggi è sostenuto e sponsorizzato da almeno cinque ministri e una decina di parlamentari. Ognuno di loro ha condiviso filmati di invito alla partecipazione e si è fatto ritrarre con la leader Daniella Weiss.

L’UNIONE EUROPEA ha inserito Nachala e Weiss nella lista delle sanzioni nel maggio 2026, sostenendo che il movimento faciliti lo sfollamento forzato dei palestinesi. Ma in Israele la leader estremista – che ha più volte rivendicato la pulizia etnica di Gaza e della Cisgiordania, la «scomparsa» degli «arabi», che ha proposto di tagliare completamente viveri e beni di base ai palestinesi per costringerli a lasciare le proprie terre – gode di grande sostegno. Il senso stesso del sionismo, secondo Weiss e i suoi adepti, è combattere e occupare, e la guerra rappresenta per questo un’opportunità storica.