«Se da un anno il ddl» sulle piscine pubbliche e private «rimane fermo non è per distrazione ma perché molte volte gli interessi lobbistici e gli interessi di categoria frenano i preminenti interessi collettivi», ma «il diritto alla sicurezza e alla vita soprattutto di un minore è un diritto sacrosanto». Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervenendo a Catania all'evento di Ecr Party dedicato al Mediterraneo e annunciando ora «un percorso veloce», con l'ok in commissione «entro fine mese».

Il nodo delle piscine domestiche

«Mi risulta che in commissione la spinta di alcune associazioni e lobby economiche – ha sottolineato – portavano a escludere una parte delle piscine dall'osservanza delle norme restrittive. Non è possibile», ha aggiunto, perché «nelle piscine domestiche si muore molto più di quanto accada nelle piscine pubbliche: il 37% degli incidenti mortali» in piscina «avviene nell'ambiente domestico».