Detta in modo brutale e moderatamente populista: se il disegno di legge sulle regole di sicurezza per piscine e vasche idromassaggio, di cui si parla dal 2023, avesse avuto un iter più celere e non fosse ancora fermo in commissione, forse Alice, 11 anni, Gabriele Ubaldo, 7 anni, e Matteo, 12 anni, sarebbero ancora vivi. E sono solo gli ultimi casi.
Gabriele Ubaldo Petrucci, romano, è annegato il 18 aprile in una vasca termale in provincia di Latina, risucchiato dal bocchettone; Matteo Brandimarti è morto nello stesso modo a Pennabilli, in provincia di Rimini, il 5 aprile in un impianto di idromassaggio di un hotel. Infine, la recente tragedia di Alice a Sestri Levante.Secondo i dati dell'Istituto superiore di Sanità tra il 2024 e il 2025 i decessi in piscina sono stati 37 e il 54 per cento delle vittime aveva meno di 14 anni. L'Iss sostiene che le carenze strutturali hanno spesso originato queste tragedie. Ci sono norme dell'Unione europea che garantiscono la sicurezza di vasche e piscine, ma in Italia sono semplici raccomandazioni.«Al contrario, la Francia - racconta il presidente di Assopiscine, Ferruccio Alessandria - le ha recepite in una legge del 2004. E questo ha garantito maggiore sicurezza». Alcune statistiche parlano di una diminuzione degli annegamenti del 75 per cento nelle piscine francesi. Ancora Alessandria: «In Italia invece non abbiamo regole cogenti, si attuano in modo volontario. Ed è evidente che in questo modo non funzionano. Dal 2023 abbiamo spinto per questa nuova legge, purtroppo da allora ci sono state molte resistenze. Così anche questa estate passerà senza l'approvazione, poi si rischia che non se ne farà nulla prima della fine della legislatura».Sono circa 500mila gli impianti interessati: gli interventi per la messa in sicurezza comunque non comportano una spesa eccessiva. A frenare, però, ci sono vari interessi, a partire da quelli del settore alberghiero. Anche la Conferenza delle Regioni aveva sollevato delle riserve. Cosa prevede il disegno di legge composto da 36 articoli e destinato a regolamentare gli impianti di hotel, campeggi, parchi acquatici, ma anche le piscine domestiche? Ad esempio, impone di limitare la potenza di aspirazione, di apporre delle griglie nei bocchettoni con fessure che non superino gli 8 millimetri, prevede un sistema di interruzione automatica del flusso nel caso di ostruzione. Inoltre, nelle piscine domestiche, devono esserci dispositivi anti-accesso e coperture.Il disegno di legge porta la firma del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, e di quello della Salute, Orazio Schillaci. Dunque, dovrebbero essere scontati il sostegno quantomeno della maggioranza e un iter veloce. Non è così. Ieri Musumeci ha spiegato: «La morte di Alice, la bambina di 11 anni risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante, pone l'accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private, senza se e senza ma. Negli ultimi tre mesi ben cinque sono state le morti di minori in piscina. Serve una disciplina severa, ma anche maggiore prudenza nel non lasciare mai da soli i bimbi in acqua. Il disegno di legge del governo Meloni, finalizzato a questo obiettivo, sarà licenziato entro il mese dalla Commissione competente e faremo il possibile per calendarizzarlo con urgenza». Più nel dettaglio: il testo è stato varato dal governo addirittura la scorsa estate e presentato a Montecitorio l'11 agosto 2025. L'iter era stato avviato a febbraio, ma ad oggi, come detto, si è impantanato.Replica il presidente della commissione Affari Sociali di Montecitorio, Ugo Cappellacci: «Sul ddl sulle piscine l'8 giugno è scaduto il termine per gli emendamenti in commissione e ne sono stati presentati 169 che il giorno dopo sono stati trasmessi ai Rapporti con il Parlamento e alla Protezione Civile per l'espressione dei pareri. Ho scritto una lettera ad entrambi i ministri per chiedere di intervenire per accelerare l'iter. Appena tornano i pareri siamo pronti per chiudere e andare anche in Aula quando la capigruppo lo calendarizzerà».Attacca il presidente di Assopiscine: «Penso alla tragedia del bimbo di Roma morto a Latina in sessanta centimetri d'acqua. Sa perché è avvenuto? L'impianto di aspirazione non aveva la griglia e aveva una potenza che avrebbe risucchiato anche una persona di cento chili. Pubblicamente nessuno dichiara di essere contro il disegno di legge che prevede norme di sicurezza in piscina. Il sottotitolo però è: "non vogliamo spendere soldi". La domanda è: potevamo evitare gli ultimi tre annegamenti per intrappolamento? La risposta è sì se gli impianti fossero stati realizzati secondo le norme. Ma ad oggi l'applicazione delle regole è su base volontaria, non sono cogenti. Guardi, è come se per le automobili gli airbag e le cinture di sicurezza fossero solo consigliati e non obbligatori per legge. Allo stesso modo non abbiamo griglie secondo la normativa, progettazione secondo la normativa, copertura, recinzione».











