“Alla presidente del Consiglio non posso che lanciare il messaggio di smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo Borsellino, quando invece quello che sta facendo questo governo è distruggere sistematicamente tutti quei mezzi che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano lasciato alla magistratura per permettere di combattere la mafia”. Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio assieme ai giudici della scorta, si è rivolto alla premier Giorgia Meloni, intervistato da D1eci media a un giorno dal 34esimo anniversario della morte.
“Il 41 bis, l’ergastolo ostativo, leggi sui collaboratori di giustizia, le intercettazioni, – dice Borsellino – facevano parte di quello che venne chiamato il decreto Falcone. Ecco tutto questo è stato spazzato via. Oggi Palermo è piena di ergastolani usciti dalla galera senza mai aver collaborato con la giustizia e continuando dal carcere a gestire la loro famiglia mafiosa. Questo sta facendo chi poi esibisce la borsa di Paolo Borsellino, che conteneva l’agenda. Quello è un corpo di reato e la esibisce in Parlamento”, ha proseguito il fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio.
“Fratelli d’Italia – prosegue Borsellino – ha addirittura tentato di soffiarmi il suolo pubblico di via D’Amelio e di utilizzare il palco. Per fortuna sono riuscito a bloccare questo tentativo e a concedere loro di entrare in via D’Amelio. Da sempre permetto alla fiaccolata di entrare in via D’Amelio perché la maggior parte dei palermitani che partecipa a quella fiaccolata non sanno neanche da chi è organizzata e viene sfruttata invece da questi politici, una volta addirittura esibendo simboli fascisti. È vero che mio fratello era una persona di destra però era una destra che oggi in Italia non esiste più”, ha concluso Salvatore Borsellino.











