Trenta minuti davanti al santuario della Beata Vergine con un saio bianco e un cartello biblico al collo tra polemiche e solidarietà
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Lo scrittore ed editore Emanuele Franz ha concluso a Udine la sua protesta contro “l'edonismo e l'individualismo della società contemporanea”. L'iniziativa, denominata “Vivere in ginocchio 24/24”, ha visto il 45enne trascorrere gli ultimi giorni mantenendo questa specifica postura in ogni momento della propria quotidianità, una scelta radicale tesa a contestare i valori materialistici correnti. L'atto finale di questo percorso si è svolto nella centrale piazza Primo Maggio, proprio nell'area prospiciente il santuario della Beata Vergine delle Grazie. Sotto il sole e nonostante l'intenso caldo della giornata, Franz ha sostato inginocchiato per circa trenta minuti. Per l'occasione ha indossato un saio bianco lungo fino ai piedi e ha tenuto appeso al collo un cartello recante la scritta "davanti a me si piegherà ogni ginocchio. Isaia 45,23". Assistito da alcuni collaboratori, che ne hanno verificato le condizioni in quella particolare situazione, il filosofo (come ama definirsi) ha poi incontrato amici, curiosi e passanti per pronunciare il discorso conclusivo della performance.Durante l'intervento, l'autore ha voluto fare un bilancio delle reazioni suscitate dal suo gesto, dichiarando apertamente che “molti mi considerano un pazzo e mi disprezzano”. Ha infatti riferito di aver ricevuto, accanto a scarse manifestazioni di vicinanza, centinaia di insulti, derisioni, accuse di autolesionismo e inviti espliciti a rivolgersi a uno psicologo. A suo dire, tale ondata di ostilità e scetticismo non fa che confermare la tesi alla base della sua protesta, dimostrando la profonda difficoltà della società attuale nell'accettare un'azione puramente gratuita e priva di qualsiasi utilità economica. Nel suo discorso davanti al pubblico della piazza, Franz ha quindi rivendicato il valore del “piegarsi” davanti al sacro, al mistero della vita e al prossimo, collegando la sua condotta alla disobbedienza civile teorizzata da Henry David Thoreau e richiamando i testi di Isaia e San Paolo.







