"Giocare la finale è un lusso" che la Spagna si é meritato. "L'importante è avere l'opportunità di lottare per vincerla. Firmerei per arrivarci ogni anno e perderla. Noi sfrutteremo questo momento, con i nostri punti di forza e le nostre qualità, contro un avversario che ha fatto un percorso spettacolare. Dobbiamo godercelo. E sfruttare questa tranquillità, lo ripeto ancora e ancora, per concentrare tutti i nostri sensi sulla competizione".

Il commissario tecnico de 'La Roja', Luis de la Fuente, vive con apparente serenità le ore che lo separano dalla sfida con i campioni del mondo in carica dell'Argentina. Gli creano più ansia, ha assicurato, gli spostamenti in elicottero da e per New York, visto che la squadra ha sede a Montclair, nel New Jersey.

De la Fuente si aspetta "uno spettacolo davvero grandioso, tra due ottime squadre, con molti punti in comune. Ognuna cercherà di indirizzare la partita nella direzione che le è più congeniale". Pensa ad una marcatura a uomo per limitare Lionel Messi? La domanda gli ha dato modo di raccontare un aneddoto.

"Ho incontrato Messi quando allenavo il Siviglia nella División de Honor (la massima serie giovanile, ndr), e abbiamo giocato una partita di Copa del Rey contro il Barcellona. Avevo sentito parlare benissimo di questo ragazzo. Ovviamente, all'inizio gli abbiamo assegnato la marcatura a uomo, e al 70' il punteggio era 0-0. Quando il giocatore che lo marcava é stato ammonito, l'ho sostituito, e in 15 minuti Messi ha segnato quattro gol. Questo non vuol dire che lo marcheremo a uomo. Sarebbe inutile visto il suo talento. Però dobbiamo essere attenti e seguirlo da vicino, dargli un'attenzione speciale".