L’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) nel campo delle immagini ha rilievo crescente non solo per le opportunità e gli aspetti tecnici, ma anche per i risvolti giuridici e contrattuali. L’attenzione in prima battuta è stata rivolta al tema della tutela del diritto d’autore, ma in realtà le insidie più rilevanti si nascondono nella fotografia commerciale e riguardano le imprese committenti, sia che ricorrano a fotografi/agenzie esterni, sia che utilizzino in proprio i sistemi IA.

La generazione

Facilità di utilizzo e violazioni potenziali

L’accessibilità dei sistemi di IA generativa consente oggi di produrre immagini complesse senza competenze fotografiche o legali specifiche. Ad esempio, chiunque può generare in pochi secondi una campagna con sullo sfondo beni culturali o paesaggi soggetti a norme di tutela, o includere marchi, loghi o oggetti di design senza averli scelti consapevolmente, esponendosi a violazioni delle norme sulla proprietà industriale e sul patrimonio culturale. Anche nella fotografia tradizionale esiste questo rischio, ma chi opera professionalmente sa riconoscerlo.

L’IA potrebbe inoltre generare volti di persone reali identificabili in assenza di una liberatoria specifica; inoltre quando l’IA elabora volti o voci si realizza un trattamento di dati personali e potenzialmente biometrici, con possibili violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali (i dati biometrici del Gdpr, regolamento Ue 2016/679). Il quadro di rischio si aggrava in presenza di soggetti minorenni.