Lei lo rifarebbe? “Sì, subito!”. Era il 7 dicembre del 2023 e quando dava queste risposte Mario Roggero sedeva nello studio di Dritto e Rovescio, il programma di Paolo Del Debbio su Rete4, il canale che in questi anni ha “adottato” la campagna perdonista per il gioielliere ora condannato in via definitiva per aver ucciso a colpi di pistola due rapinatori in fuga.

Roggero in quel talk show dice che sì, lo rifarebbe, sparerebbe e ucciderebbe di nuovo. Sbotta, grida, perde subito la pazienda di fronte ai ragionamenti e alle domande di Luca Sommi che partecipava al dibattito di Del Debbio. “Il signor Roggero li ha inseguiti, si vede dalle telecamere, e ha sparato e ha ucciso due ragazzi – dice Sommi – È vero che saranno stati dei poco di buono e non siamo con loro, ma ha ucciso due persone. Diciassette anni per l’uccisione di due persone vuol dire che sono state considerate le attenuanti”. Da qui il ragionamento del conduttore di Accordi&Disaccordi sui rischi per l’intera società portati dagli impulsi di giustizia fai da te: “Io voglio dire una cosa: come stabiliamo la giustizia in questo Paese? – si chiedeva Sommi – Ognuno la fa per sé? Ognuno tiene un’arma? Ognuno decide di comminare la pena di morte a un’altra persona col proprio arbitrio in virtù della propria emotività? Ma così finiamo nel Far West. Non siamo più in un paese civile. Vogliamo arrivare dove è l’America, dove sono gli Stati Uniti, che tutti hanno un arma e si entra al supermercato, si spara e si uccidono 20 persone? Io me lo domando questo, non ho le certezze. Ultima cosa: signor Roggero, se oggi è qua che lo racconta è andata molto bene. Vuol dire che i rapinatori erano sprovveduti e fortunatamente avevano una pistola giocattolo. Se quei rapinatori fossero stati cinici come molti altri con la pistola, lei non sarebbe qui a raccontarlo. Per quello dico che se scappano, lei chiami la polizia, non esca a sparare, altrimenti esautoriamo lo Stato dalla sua funzione fondamentale che è quella di tutelarci nella nostra sicurezza. Non dobbiamo essere sicuri noi, noi paghiamo le tasse perché lo Stato ci difenda”.