Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiCorre molto veloce la gara sui social tra brand per catturare l’attenzione del pubblico in occasione dei grandi eventi sportivi (e non solo). Ma questa competizione serrata e affollata finisce per portare a vari casi di ambush marketing. Tradotto: di marketing parassitario. L’Antitrust ha infatti multato sette società per oltre 2,5 milioni di euro (e avrebbero potuto essere ancora di più) per essersi accostate indebitamente ai Giochi olimpici di Milano-Cortina. Tutte lo hanno fatto impostando campagne di comunicazione incentrate sui principali social network, visto che è su questi media che si concentra adesso la gran parte dell’audience. Finiti quindi i tempi della pubblicità tradizionale, anche se pure nel caso delle sette società la pianificazione social fa parte d’investimenti più ampi che coinvolgono pure edizioni limitate di prodotti in occasione dei Giochi invernali, sponsorizzazioni, volantini, affissioni e app.
Chi sono le società coinvolte (e perché)
Le società sanzionate dall’Autorità presieduta da Saverio Valentino, insediatosi giusto ieri, sono il marchio di abbigliamento Harmont&Blaine (quello col simbolo del cane bassotto), i supermercati Il Gigante, quelli Oasi del gruppo Magazzini Gabrielli, i discount MD e ancora l’insegna della gdo alimentare Pro7 del polo RetailPro, oltre all’operatore Butan Gas. Viene contestato, a vario titolo nei singoli casi, un collegamento diretto o anche indiretto tra il proprio marchio e le Olimpiadi che si sono svolte dal 6 al 22 febbraio 2026 tra Milano e Cortina d'Ampezzo, inducendo in errore il consumatore finale sull’identità dei veri e ufficiali sponsor dei Cinque cerchi (con relativo danno per questi ultimi). Il collegamento indebito si è tradotto nell’uso improprio del simbolo e di immagini riferibili alla kermesse mondiale ma le sanzioni pecuniarie sono state decise tra l’altro anche per la concomitanza temporale delle campagne aziendale e delle Olimpiadi, l’evocazione diretta della manifestazione e la prossimità interna o vicina ai centri urbani che hanno ospitato i Giochi (peraltro la casistica non riguarda solo l’ambito sportivo ma, per esempio, anche quello fieristico come durante Expo).







