L’estate delle fotografie brutte su Instagram. Dopo la mania dei photo dump (letteralmente: discariche di foto), o forse anche in parallelo, vip e celebs varie (ri)scoprono il bello della foto fatta male. Lo scatto casuale, storto, non pensato, non posato. Spontaneo, per davvero. Quel clic automatico che ferma un momento specifico e, a riguardarlo, racchiude tutto quello che ci è piaciuto di quel momento stesso. I soggetti: le persone che amiamo con le loro smorfie, sorrisi, goffaggini, gioie, espressioni buffe. Ultimo in ordine di apparizione il tennista Lorenzo Musetti, che ha condiviso un ritratto della compagna Veronica Confalonieri nel giorno del compleanno di lei: un’espressione pensierosa, lontana da pose a favor di camera. Il classico clic che parte dopo il richiamo “amore, girati”, e quello che succede, succede. Non c’è più solo il soggetto al centro dell’immagine, in un certo senso è come se entrasse anche lo sguardo di chi scatta la foto, “questa sei tu come ti vedo io”. Una visione teneramente imperfetta ma autentica che, nell’epoca della fatigue da AI slop e immagini social pericolosamente in serie, ha l’effetto del vento di ponente che si alza per rinfrescare la controra. Che stiano in equilibrio su una short table sul lago come il pilota della Ferrari Lewis Hamilton, immortalato mentre riesce nell’impresa di restare in piedi e fare acrobazie davanti e si prende il plauso di Kim Kardashian, o a mollo in una piscina con un antiestetico galleggiante come Alexandra Leclerc nel post del marito Charles, al centro delle nuove foto delle celebrities nel 2026 c’è la costruzione di un ricordo grezzo, non raffinato da filtri e impostazioni di perfezionismo. Un pursuit of authenticity che investe ogni ramo della creatività: mai come negli ultimi tempi sono apparsi avvisi su dischi, film, video, per certificare che siano stati fatti da persone e non dall’AI. Per i contenuti social funziona allo stesso modo: mostrarsi sempre, ma in versione meno perfettina.