Il movente della bomba a Sigfrido Ranucci non è ancora stato individuato. Gli inquirenti seguono più piste, mentre il conduttore di Report ne predilige una: quella dell’ordigno piazzato per impedire la messa in onda da parte di Report del servizio sull’acquisizione del cantiere navale Vittoria di Adria (Rovigo).
Ma, in un certo senso, più vanno avanti le indagini e più si addensano nuvoloni su tutto quello che ha riguardato il confezionamento e il lancio dell’inchiesta sul cantiere acquistato dal geologo Roberto Cavazzana. Un reportage a tesi che, sin dall’inizio, ha puntato sul coinvolgimento di camorra ed esponenti di Fratelli d’Italia. Un convincimento che Ranucci ha ribadito al telefono anche con un parlamentare del Movimento 5 stelle, evidentemente interessato alle disavventure dei colleghi del partito di maggioranza relativa.
Mettiamo in fila i fatti. Daniele Autieri, l’autore dei due servizi (intitolati «Battaglia navale» e «Il cantiere dei misteri», mandati in onda il 16 novembre 2025 e il 19 aprile 2026), ha raccontato ai magistrati come sia nata l’inchiesta. Dando una versione molto diversa rispetto all’allora amministratore delegato del cantiere, l’avvocato Francescomaria Tuccillo, fonte della trasmissione. Il manager, nei giorni scorsi, ci ha riferito di avere conosciuto Ranucci nel 2024 e di avere organizzato per lui, a ottobre di quell’anno, la presentazione del libro La Scelta insieme con la propria compagna Valentina Cristanino. Ci ha anche detto che un paio di settimane dopo l’evento sarebbe stato contattato da Ranucci, che lo avrebbe messo in guardia: «Io avevo iniziato a lavorare per acquisire questo benedetto cantiere con questo Cavazzana e Ranucci mi ha scritto dicendomi: “Stai attento, so che stai andando là, però stai attento perché è un cantiere brutto, sporco eccetera, ti mando Daniele, ci sono delle cose che no…”», ha dichiarato Tuccillo.














