L'Editoriale

Sabato 18 Luglio 2026

ITALIA. Se il tono dell’imminente campagna elettorale si annuncia già dalla irrituale iniziativa di giovedì del ministro della Giustizia Carlo Nordio per la grazia al gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, istruita ancor prima che quest’ultimo varcasse le soglie del carcere di Bollate (lo ha fatto ieri pomeriggio) e che sua moglie presentasse la domanda, prepariamoci al peggio.

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Perché il campo, purtroppo, è quello della pura speculazione politica, intesa nel senso più deteriore del termine, dove il rispetto degli equilibri tra i poteri dello Stato viene relegato a un orpello fastidioso. Non si spiega altrimenti la mossa di Nordio, magistrato di lungo corso, che certo non può ignorare che la grazia è un atto di clemenza, di perdono, non di rivalsa verso una sentenza non condivisa. E soprattutto, come gli ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella in un incontro chiarificatore faccia a faccia al Quirinale, è un atto che spetta esclusivamente al Capo dello Stato. Il «clima sereno» nel quale si è svolto l’incontro, come sottolineano i comunicati ufficiali, non basta a dissimulare la gravità del conflitto istituzionale, tanto che il Quirinale, nella nota stampa, ha voluto attingere all’ auctoritas di Luigi Einaudi, che così scriveva: «È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore, immuni da qualsiasi incrinatura, le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».