La rotta dei due mari di Salvini passa da porti, ZES e ferrovie. Una banchina è una soglia. Può essere il punto in cui la terra finisce oppure quello dal quale un Paese torna a misurare la propria ambizione. Il Molo San Cataldo appartiene alla seconda idea di porto e racconta la direzione impressa da Matteo Salvini alla politica infrastrutturale del Mezzogiorno. A Bari prende forma un intervento da 39 milioni di euro per nuove banchine, il potenziamento della base logistica della Guardia Costiera e un bacino destinato alla nautica da diporto. San Cataldo rafforza sicurezza ed economia del mare dentro uno scalo polifunzionale, che movimenta merci, container, traffici Ro-Ro, passeggeri e crociere.
Il raggruppamento aggiudicatario è guidato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime. Nel polo infrastrutturale del gruppo, Fincantieri Infrastructure è presieduta da Nuccio Altieri, tra i manager pugliesi più autorevoli a livello nazionale. Non è un omaggio di campanile. È la prova che questa terra non produce soltanto domande di sviluppo, ma anche competenze capaci di guidarlo. Altieri rappresenta quella classe dirigente meridionale concreta e preparata che la Puglia dovrebbe coinvolgere di più. I finanziamenti aprono i cantieri. Sono le persone a trasformarli in opere destinate a durare. Una parentesi barese, certo, ma tutt’altro che ornamentale. Ora allarghiamo lo sguardo all’altro mare.









