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Un rendering di “Build Alive” anticipa la costruzione del Ponte sullo Stretto

Ha ripreso in mano il “dossier Ponte”. Il vicepremier Matteo Salvini ha riunito ieri al Mit i vertici della “Stretto di Messina” per fare il punto sullo “stato dell’arte”, dopo una fase particolarmente delicata, scandita dalle notizie riguardanti l’avvio di una doppia inchiesta, da parte delle Procure di Catanzaro e di Roma, che ha coinvolto l’ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, l’imprenditore calabrese Virgiglio e l’ex componente del Cda della “Stretto”, Giacomo Francesco Saccomanno.

L’iter del Ponte non si è mai fermato, fanno sapere il Mit e la “Stretto”. E l’incontro di ieri a Roma, nella sede del ministero dei Trasporti, è stato incentrato soprattutto sulle interlocuzioni tra il Governo italiano e l’Unione europea, uno degli elementi chiave, così come evidenziato dai giudici contabili nel provvedimento di diniego della registrazione e pubblicazione della delibera Cipess del 6 agosto 2025. Interlocuzioni che, come recita la nota diramata dal Mit, «proseguono positivamente sia per quanto riguarda la direttiva Habitat che per le direttive sui contratti pubblici relativamente al rispetto del noto limite del 50% del valore del contratto». Sono due punti di fondamentale importanza per il prosieguo delle procedure. Il Governo sostiene che da un anno, su entrambi i fronti, si sta lavorando di concerto con la Commissione Ue, e lo testimonierebbe anche il fatto che dall’Europa, nonostante un diluvio di esposti e denunce di associazioni ambientalista, forze politiche ed europarlamentari, «non è mai stata presa in considerazione l’ipotesi di avvio di una procedura di infrazione».