René De Picciotto vuole realizzare una nuova struttura ricettiva a Savelletri da 300 posti letto e 240 occupati abbattendo una marmeria, proprio a pochi metri da dove la famiglia Melpignano recupererà un ex marmificio trasformandolo in un contenitore culturale. Il resort si chiamerà «Verdemare Pettolecchia» e sorgerà nel tratto di litoranea compreso tra Savelletri e Torre Canne. Sempre che arrivi l’autorizzazione unica Zes. Nelle relazioni prodotte dalla società, tra le criticità viene annoverata infatti la complessità del progetto soggetto a numerose variabili, oltre che - secondariamente - la difficoltà nel reperire personale motivato.
La società Immobiliare Verdemare gestisce già la spiaggia libera attrezzata dall’omonimo nome che nei giorni scorsi è stata al centro di un duro battibecco pubblico tra De Picciotto e il sindaco Francesco Zaccaria per il fatto che il Comune aveva ordinato l’abbattimento del chiosco; un fatto che aveva portato l’imprenditore a dire che l’ente lo sta ostacolando.
Il progetto del resort mira a «ripristinare l’armonia del paesaggio mediante l’acquisizione e la successiva rimozione di un opificio industriale, ormai poco compatibile - si legge - con le nuove norme di tutela del paesaggio, realizzando una struttura ricettiva rispettosa della storia e delle peculiarità del territorio». Il resort disporrà di 112 suites e sarà dotato di numerosi servizi fra cui uffici e reception, un centro benessere, due piscine, diversi campi sportivi (2 campi da calcetto, 3 da tennis, 4 da padel e 2 da basket), un ristorante, un bar-pizzeria e un’area dedicata a eventi e spettacoli. È prevista la demolizione dell’edificio industriale esistente e la realizzazione di un resort con un’estensione di circa 8.138,07 metri quadri su un’area totale di 163.295, con un impatto edificatorio di circa il 5 per cento. ll progetto punta a ridistribuire la cubatura esistente dovuta alla demolizione della marmeria di 13.409,68 metri cubi, con la previsione di un incremento della stessa di ulteriori 11.558,66 metri cubi per un totale di volumetria di 24.968,34 metri cubi. Verrà complessivamente riqualificata un’area di 166.714 metri quadri, di proprietà del gruppo, «attualmente inutilizzata perché deturpata da lavori di insediamento di un complesso industriale inquinante, tempestivamente interrotto grazie all’acquisizione dell’area da parte dell’attuale proprietà. Questo spazio per il quale era stata prevista, progettata e finanziata con fondi pubblici un’attività di itticoltura in un’area a forte vocazione turistica, è stato acquisito dal gruppo - si legge ancora - che ha immediatamente interrotto il progetto avviando la restituzione dei fondi percepiti dal precedente proprietario soggetto proponente». L’area di sedime delle vasche già scavate sarà invece adibita a bio-parco liberamente fruibile, al confine del quale è già prevista e finanziata la costruzione di una pista ciclabile e pedonale pubblica.










