La Spezia, 15 luglio 2026 – Sembrava tutto morto e sepolto, infranto contro gli scogli della burocrazia e della politica. Invece, il progetto Diga Beach torna prepotentemente alla ribalta. Merito del suo ostinato ideatore, il geometra Giacomo Maregatti, fondatore della società Isola nella Corrente che da oltre venti anni sta lottando per vedere realizzato il suo sogno, ovvero quello di creare un approdo turistico sulla diga foranea del golfo, nel lato di levante. Il rudere situato nella parte di levante della diga foranea del porto spezzino
Avvio del procedimento del Mase
È di poche settimane fa infatti l’avvio di un procedimento di valutazione da parte del Mase, il ministero dell’Ambiente e della sostenibilità energetica, che entro l’estate si dovrà pronunciare sulla necessità o meno di sottoporre a Valutazione di impatto ambientale l’ormai storico progetto di riqualificazione dell’ala est della barriera frangiflutti costruita alla fine dell’Ottocento a protezione del porto. Un nuovo inizio, insomma, per quello che per lunghissimo tempo è stato promosso nell’immaginario collettivo come la “spiaggia degli spezzini”.
Il progetto è sempre quello del 2006, che prevede la riqualificazione complessiva dell’area di levante della diga mediante la sistemazione degli spazi con destinazione a spiaggia libera attrezzata, il recupero del fabbricato esistente – oggi ormai ridotto a un rudere – con la realizzazione di un ampliamento di modesta entità, finalizzato a un utilizzo turistico e ricettivo: nei piani del geometra spezzino, la struttura di due piani dovrebbe ospitare al piano terra uno spazio per la somministrazione di alimenti e i servizi igienici, mentre al piano superiore sarebbero realizzate sei camere doppie.







