Dopo il sequestro di ombrelloni e lettini dello stabilimento balneare La Rada di Vibo Marina e l’annuncio dell’avvio del procedimento di revoca della concessione demaniale, arriva la replica di Francesco Cascasi, che affida a una lunga lettera aperta la propria versione dei fatti, contestando l’operato dell’Autorità di Sistema Portuale e denunciando quella che definisce una gestione amministrativa contraddittoria.
Nella missiva, l’imprenditore sostiene che la gestione della concessione da parte della Gramaca Srl fosse da tempo conosciuta e autorizzata dall’Autorità Portuale e attribuisce l’attuale situazione alla mancata risposta alle richieste di proroga dell’autorizzazione al sub-affidamento previste dall’articolo 45-bis del Codice della Navigazione.
“Scoprono oggi ciò che sapevano dal 2021”
Cascasi esordisce dando conto della comunicazione ricevuta dall’Autorità Portuale. “Oggi sono io direttamente portatore di un’altra notizia, ancor più dirompente di quella di ieri: in data odierna l’Autorità Portuale ha comunicato l’avvio del procedimento per la revoca della concessione in capo a La Rada perché, guarda caso, ieri avrebbero appurato, in seguito al sequestro, che vi sarebbe stata l’abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione”.









