La caccia all'ebreo nel 2026 passa da un orribile modulo Google. E i Pro Pal esultano

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La caccia all’ebreo, nel 2026, passa da un modulo Google. Si chiama «Mappatura turismo sionista» ed è il nuovo volto della delazione.Si tratta di un form online da compilare che gira nel web, rimbalza su whatsapp e nelle chat, per schedare la presenza di ebrei in strutture ricettive italiane e non solo. Non è un semplice questionario. Gli autori, infatti, dichiarano di voler registrare casi di turismo, compravendita e «neocolonizzazione sionista» in Italia per «coordinare eventuali iniziative». Il documento usa il lessico e l’impronta della galassia pro-Pal più radicale, quella che ha sostituito la critica al governo israeliano con una categoria indistinta e potenzialmente illimitata: il «sionista». Nel modulo non c’è una definizione.Non viene spiegato chi debba essere considerato tale, né in base a quali prove.

«Questo modulo - si legge <serve a registrare i casi di turismo, compravendita e in generale neocolonizzazione sionista in Italia. I vostri dati rimarranno protetti e riservati ma vi chiediamo una fonte per poter coordinare eventuali iniziative e dare supporto ai territori colpiti dal fenomeno». Ci sono invece caselle da riempire: Turismo di decompressione di soldati sionisti, compravendite, eventi e legami istituzionali. Poi la regione, la città e possibilmente «un hotel, un resort, una via». Chiedono la fonte della notizia, le associazioni già attive sul territorio, i comitati disponibili a intervenire, le «figure fidate» nelle istituzioni, tra gli esperti, i giornalisti e i personaggi noti. Infine chiedono un contatto personale di chi segnala. È la costruzione di una rete: chi osserva, chi riferisce, chi verifica e chi, successivamente, potrà essere attivato. La storia europea conosce bene il significato delle liste con nomi, indirizzi, mestieri e relazioni. Prima della persecuzione organizzata, infatti, ci furono i delatori, quelli che indicavano una casa, un negozio, una famiglia.