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Carlos Passerini, inviato a New York

Messi ha pubblicato lo stesso post social del 2022, mentre il Palo Santo da bruciare è un rito per tutta la squadra

«E questo che diavolo è?». All’aeroporto di Kansas City, Missouri, l’addetto ai controlli proprio non ne voleva sapere: «Il metal detector dice che non può passare». È dovuto arrivare il capitano Messi, serissimo, salvo poi voltarsi verso i compagni e scoppiare a ridere, per spiegargli che la Selecciòn aveva bisogno esattamente di quell’accendigas, vecchio e arrugginito, lo stesso di quattro anni prima in Qatar: «Ci serve per il Palo Santo». Un rituale di purificazione risalente alle civiltà precolombiane: si accende un bastoncino, poi lo si spegne e si lascia che un fumo simile all’incenso avvolga la stanza per scacciare gli spiriti malvagi.

Iniziò tutto dopo la sconfitta contro l’Arabia Saudita, nel 2022, si andò avanti fino alla vittoria. Una scaramanzia vincente che gli argentini hanno portato negli Usa, aggiungendoci acqua benedetta. «Così allontaniamo le energie negative» aveva spiegato Lisandro Martinez, che insieme a Romero compone la «Banda del Santo». Cabala ed esorcismi: negli spogliatoi, nello sport, funziona così. E non è questione di campioni o meno: Messi, per dire, su Instagram ha utilizzato lo stesso post di quattro anni fa per celebrare la finale. Stesse parole, stesse faccine: un copia e incolla tutt’altro che casuale. C’è poi chi mette nel freezer la figurina degli avversari, o un bigliettino col nome, in modo che poi sul campo restino «congelati»: una trovata molto diffusa fra le nonne argentine, le abuelas, quindi nella vita di tutti i giorni, anche fuori dallo sport.