di
Antonio Polito
Il maestro prepara l’85esimo compleanno con tre concerti dell’orchestra giovanile Cherubini. «Ai politici consiglio di non atteggiarsi a Farinelli»
«Auguri, Maestro!». Riccardo Muti compie 85 anni tra dieci giorni. La Repubblica è appena più giovane di lui. «Sono nato sotto il segno del Leone, è una delle due cose che mi legano al pontefice; l’altra è Chicago, la sua città natale, dove sono stato nominato direttore emerito a vita della Simphony Orchestra». A questa età, e con la sua storia alle spalle, se ne potrebbe «stare a panza n’copp e purtusiello sotto», come gli diceva da bambino la madre napoletana. Cioè in panciolle. E invece per scambiare due chiacchiere con lui bisogna aspettare che termini la seconda lunga seduta di prove della giornata. Sta per realizzare un altro grande progetto. Tre concerti con l’orchestra giovanile che ha fondato, la Cherubini, cui parteciperanno anche seicento allievi dei conservatori italiani. Il primo a Pompei, alle porte di Napoli, la città dove è nato. Il secondo a Lucca, nella regione dove sono nati i figli. E il terzo a Ostuni, nella Puglia del padre. «Voglio offrire a questi giovani l’esperienza unica di provare un repertorio vasto, dall’Ottocento di Bellini, Rossini e Verdi, fino al Novecento di Mascagni, Puccini e Nino Rota, musiche all’apparenza “popolare” ma di grande impegno esecutivo».








