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Il "Board of Peace" ridimensiona i suoi obiettivi a sei mesi dal lancio. E i pochi soldi versati finiscono in una banca privata.
© Tgcom24
Avrebbe dovuto raccogliere almeno 17 miliardi di dollari il Board of Peace, in uno sforzo umanitario senza precedenti per ricostruire Gaza. Anzi "Riviera Gaza", come la nuova Striscia si presentava alla mente del presidente americano Donald Trump. Ma di quel mega progetto di architettura futuristica a cinque stelle - come ampiamente prevedibile - non rimane nulla. E il Board ha prontamente ridimensionato i suoi obiettivi: non più palazzoni né una nuova area per il turismo di lusso, bensì la costruzione di un campo profughi. Per di più temporaneo, un semplice "progetto pilota".
"Il cambiamento è come il paradiso: tutti vogliono andarci ma nessuno vuole morire". Se si andasse a Washington a chiedere conto delle loro promesse non mantenute, la risposta sarebbe sicuramente su questa falsariga. Quelle parole, secondo Euronews, le avrebbe pronunciate il genero di Trump Jared Kushner durante un recente incontro in videoconferenza con ministri arabi ed europei, organizzato dalla commissaria Ue per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Una frase che racchiude in sé probabilmente la verità di un progetto gonfiato artificialmente - tra proclami futuri e adesioni solo a tavolino - ma che di concreto ha ben poco. Perché, insomma, tutti vogliono che a Gaza la gente non muoia di fame, il problema è voler intervenire con una "riforma radicale per ribaltare le sorti" della Striscia. Un intervento che ha bisogno di tanti soldi e di una distribuzione capillare di aiuti.








