Nulla in politica è davvero sepolto: c’è sempre un’ascia da dissotterrare. Dopo l’affondo in consiglio comunale del sindaco Enzo Lattuca nei confronti del centrodestra, in seguito al mancato invito ricevuto in occasione della visita il 23 giugno scorso del ministro della Cultura Alessandro Giuli a Cesena – vicenda che sembrava passata in giudicato – sopravviene il contrattacco di Fratelli d’Italia. Il sindaco ha affermato che la destra confonde partito e istituzioni, "come la vicenda della visita del ministro dimostra".
"Il ritorno in aula del ’caso Giuli’ – sostiene il capogruppo FdI Marco Casali – rappresenta ancora una volta il quadro politico che il sindaco Lattuca costruisce, anche attraverso consiglieri che si prestano ad alimentare polemiche prive di reale consistenza", afferma Casali, riferendosi alla interpellanza di Armando Strinati (Cesena 2024). "La vicenda nasce da una forma di permalosità istituzionale del sindaco. Ho l’impressione che Lattuca si ricordi delle istituzioni soprattutto quando non è presente nella fotografia: in quel momento diventano centrali il rispetto dei ruoli e il galateo istituzionale".
Secondo il capogruppo di FdI, questa posizione contrasterebbe con l’atteggiamento politico di Lattuca. "Siamo di fronte a un sindaco che cerca continuamente lo scontro con il Governo, con le opposizioni e talvolta anche con altri amministratori del territorio. Alterna il ruolo istituzionale a quello di esponente di partito a seconda delle convenienze del momento, per mantenere una costante visibilità mediatica". Da qui la conclusione del capogruppo Casali.







