All’indomani dell’abbattimento delle altre due croci sul Monte Tre Croci, l’amministrazione comunale di Castelvetro fa chiarezza, in una nota, sulla propria posizione. "Non c’è stato nessun accordo col Comune – specifica l’amministrazione - riguardo la rimozione delle due croci di legno sul monte Tre Croci. Ricordiamo che l’area è privata e che l’attuale proprietà ha proceduto in maniera del tutto autonoma, dandone comunicazione al Comune nelle stesse ore in cui avveniva la rimozione. Abbiamo appreso anche noi con sconcerto e rammarico - proseguono dall’amministrazione - della repentina decisione presa dalla nuova proprietà, dopo il crollo accidentale della prima croce, di rimuovere anche le altre due per ragioni di urgenza e sicurezza. Anzi, dopo l’evento abbiamo subito chiesto un incontro alla proprietà, già fissato per fine mese. Il Comune ha visto così vanificato il proprio impegno messo in campo in questi mesi tramite incontri e sopralluoghi per trovare una soluzione in merito all’utilizzo dell’area delle Tre Croci, da sempre frequentatissima meta di visitatori. Il Comune aveva promosso la costituzione di un gruppo informale di lavoro formato da volontari, il quale si era preso in carico la pulizia dell’area, realizzata lo scorso mese di aprile e un’opera di ristrutturazione delle croci da realizzarsi nelle prossime settimane. Un’attività motivata dal fatto che il Comune ha sempre ritenuto il monte Tre Croci un luogo di grande importanza per tutto il territorio, sia a livello storico-culturale che paesaggistico, valutandone anche eventuali possibilità di tutela. D’altronde, il monte Tre Croci è attestato storicamente come luogo sacro naturale fin dal Seicento, quando fu eretta la prima croce come ex-voto per una grave ondata di peste…Pare che la prima croce seicentesca abbia sempre visto, per mano popolare, la sua sostituzione ogni volta che le intemperie danneggiavano la precedente. Questo fino al 1980, quando alla singola croce originaria ne furono affiancate altre due, a rappresentare la simbologia del Golgota". Sul tema in questi giorni è intervenuto anche il consigliere comunale di opposizione Bruno Rinaldi, che suggerisce: "L’unica via d’uscita percorribile e seria consiste nel costituire una nuova associazione di cittadini, oppure nel servirsi di una realtà già attiva sul territorio, che possa farsi carico formale della questione; attraverso un accordo scritto dettagliato con la proprietà del monte, si dovrà stipulare una solida polizza assicurativa che blindi la proprietà stessa da qualsiasi tipo di rivalsa in caso di incidenti. Esorto il sindaco a non arrendersi e a fare un ultimissimo e decisivo tentativo in tal senso".