HomeLa SpeziaCronacaObiettivo cultura, l’appello dei ’63’: "Mobilitiamoci per cambiare marcia"Lanciata una ’call’ ad artisti e intellettuali della città. "Le potenzialità sono tante ma poco sfruttate"I promotori della raccolta di idee e progetti chiedono un coinvolgimento attivo di artisti e critici d’arte locali per la promozione del CAMeC, in quanto “pinacoteca civica” (foto d’archivio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl numero dice già molto: 63. Proprio come quello del movimento letterario ’Gruppo 63’ che si è fatto spazio nel firmamento culturale alla fine degli anni ’60. Da un gruppo di intellettuali, artisti, docenti e esponenti delle associazioni, parte la proposta di raccogliere idee e proposte da tutta la città, per organizzare un grande evento ad ampio raggio di arte e cultura. Per richiamare l’attenzione sulla necessità di fare fronte comune sul tema-cultura, i 63 promotori hanno scritto una lunga lettera-appello in cui sottolineano le potenzialità "di un ricco patrimonio nel campo della musica pop, classica e d’autore, delle arti visive, letteratura, storia, teatro, filosofia, scienze, cinema". Ma a loro avviso il movimento culturale spezzino "da lungo tempo vive una stagione di disincentivazione delle sue molte potenzialità" e per questo intendono "mobilitarsi, sensibilizzare l’ulteriore opinione pubblica e cercare di pesare perché le cose cambino. Riteniamo che sia venuto avanti un processo di esternalizzazione (e, di fatto, di privatizzazione) delle principali sedi pubbliche dell’offerta culturale. Il caso del “Centro Allende” ci appare, esemplare della mancanza dello spazio pubblico. L’amministrazione non sembra aver messo in campo nessuna misura di coinvolgimento attivo, del ricco patrimonio artistico–intellettuale diffuso".